A cura del dott. Luca Naitana – La celiachia è una malattia di origine genetica e di natura infiammatoria caratterizzata, principalmente, dalla distruzione della mucosa (parte superficiale) dell’intestino tenue. È causata da una reazione immunitaria al glutine, termine utilizzato genericamente per indicare alcune proteine specifiche del grano, dell’orzo e della segale.

Le cause della celiachia

Nelle persone geneticamente predisposte alla celiachia, le cellule del sistema immunitario, innescate dal contatto con il glutine, attaccano la mucosa dell’intestino tenue, distruggendo i villi (piccole protuberanze a forma di dito responsabili dell’assorbimento dei vari nutrienti e minerali che, attraverso la parete dell’intestino tenue, vanno a finire nel sangue) e determinano, a lungo andare, malassorbimento e malnutrizione. I fattori essenziali, quindi, per lo sviluppo della malattia celiachia sono: – Il fattore ambientale: un’alimentazione fatta con cereali contenenti glutine (gliadina); – Il fattore genetico: presenza di specifiche sequenze (HLA-DQ2 e HLA-DQ8) nei geni che definiscono la struttura con cui le nostre cellule immunitarie riconoscono i diversi elementi che vengono a contatto con esse. In assenza di queste sequenze di DNA la diagnosi è virtualmente esclusa o altamente improbabile. Poiché solo il 30 % della popolazione mondiale con queste sequenze sviluppa la celiachia, sono necessari altri fattori; è stato ipotizzato un ruolo dell’esposizione troppo precoce al glutine o di una infezione intestinale da rotavirus nell’infanzia. Al contrario, secondo il National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases americano, l’allattamento al seno sembrerebbe giocare un ruolo protettivo o perlomeno ritardarne la comparsa.

I sintomi e i segni

I sintomi della celiachia sono estremamente variabili per sede e intensità. Nella forma classica di malattia celiaca (di solito con esordio da bambini) dominano i sintomi e i segni di malassorbimento, con diarrea maleodorante (per la presenza di grassi nelle feci) addome gonfio, dolori addominali e scarso accrescimento. Possiamo affermare che la forma classica di celiachia è ormai diventata poco frequente, rara, mentre sempre più frequentemente la celiachia si manifesta in età adulta con sintomi extra-intestinali aspecifici (detti anche sintomi atipici) come, ad esempio, anemia, osteoporosi, disturbi della fertilità, stanchezza muscolare, ripetuti aborti, alopecia, afte orali, formicolii agli arti, alterazioni della coagulazione. Gli esami ematici da fare sono anticorpi anti-transglutaminasi e anti-endomisio anche se per una diagnosi certa è consigliata l’esecuzione della biopsia della mucosa del primo tratto dell’intestino tenue, il duodeno, al fine di documentare un appiattimento (una scomparsa) dei villi intestinali.

La terapia da seguire

L’unica terapia al momento disponibile per i soggetti celiaci è la completa e duratura esclusione dalla dieta di tutte le possibili fonti di glutine, anche quelle nascoste, cioè i cibi contaminati da esso. Normalmente la dieta priva di glutine provoca una rapida sparizione dei sintomi e la remissione della scomparsa dei villi della mucosa duodenale. Oggi ci sono molti alimenti a disposizione dei celiaci, ma un consiglio è quello di non utilizzare soltanto prodotti confezionati (ricchi di grassi saturi) o trasformati (pasta di mais o riso o grano saraceno) ma utilizzare l’alimento così come la natura ce lo dona. Di seguito alcuni alimenti ottimi per la celiachia. – Riso in chicchi – Mais in chicchi, cotto al vapore – Grano saraceno – Amaranto – Miglio – Quinoa – Sorgo – Teff – Tuberi (patata, topinanbur, manioca) – Avena Tutti gli alimenti sopra elencati per essere utilizzati devono essere presenti nel Registro Nazionale del Ministero della salute ed avere sulla confezione la spiga sbarrata.

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