A cura della Redazione – L’olio d’oliva rappresenta uno degli alimenti cardine della Dieta Mediterranea. Le proprietà benefiche di questo alimento solo legate principalmente alla sua composizione, dato l’elevato contenuto di acido oleico (un acido grasso monoinsaturo che in questo olio rappresenta il 75% degli acidi grassi totali) e la presenza di di sostanze antiossidanti quali vitamina A, vitamina E, composti fenolici semplici e complessi.

Gli acidi grassi monoinsaturi esercitano un ruolo importante a livello del profilo lipidico, in quanto riducono il colesterolo totale e il colesterolo LDL, non modificano il colesterolo HDL e diminuiscono il processo di ossidazione delle LDL, che costituisce il fattore determinante nella formazione delle placche aterosclerotiche. La presenza di tocoferoli e polifenoli conferisce all’olio di oliva un ruolo importante nell’attività antiossidante e anti-radicalica limitando l’invecchiamento cellulare mentre altri fenoli posseggono un importante effetto antiaggregante e antinfiammatorio. I benefici della dieta contenente olio d’oliva sono stati evidenziati con chiarezza negli ultimi anni da studi clinici condotti su popolazioni europee e americane; le popolazioni che consumavano in abbondanza olio d’oliva presentavano una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari. L’olio d’oliva è efficace inoltre nei diabetici, riducendo i livelli di glucosio nel sangue e diminuendo la pressione arteriosa, sia distolica che sistolica.

Notevoli i benefici anche nel sistema digerente, aumentando l’appetibilità delle vivande e promuovendo gli stimoli secretori dell’apparato digerente. L’olio d’oliva protegge le mucose ed evita gli effetti dell’ipocloridria, riducendo così i rischi di ulcere gastriche e duodenali. Ha inoltre effetto protettivo contro la formazione di calcoli biliari. In poche parole l’olio d’oliva rappresenta un vero e proprio investimento per la salute.

Studi effettuati preso il comune di Casamassima dal gruppo di lavoro del direttore della cattedra di Geriatria e Gerontologia dell’Università di Bari, Antonio Capurso, hanno dimostrato la validità di tale suggerimento alimentare: “La dieta mediterranea e il consumo costante di olio extravergine di oliva – ha spiegato Capurso – riducono fortemente il rischio di declino cognitivo nelle persone anziane. Lo studio ha riguardato 704 soggetti, non dementi, di età compresa fra 65 e 85 anni, valutati nelle abitudini alimentari e seguiti per nove anni nelle loro funzioni cognitive. Alcuni soggetti si sono alimentati con la tipica dieta mediterranea, nella quale l’olio extravergine di oliva rappresenta l’85% del consumo totale di acidi grassi monoinsaturi, altri in maniera differente. Dall’analisi è emerso che gli anziani i quali assumevano una dieta a elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi realizzavano nel tempo risultati migliori di coloro che praticavano una dieta differente”.

Per questo motivo, nuove campagne volte a promuovere il consumo dell’olio extravergine di oliva devono essere organizzate a livello istituzionale, essendo esso un componente fondamentale dei popoli mediterranei, i quali accentrano il 98% della produzione mondiale. La domanda di mercato verso il prodotto di qualità, poi, è in continua crescita, per cui è facile immaginare quante opportunità si possano sviluppare intorno a questa importante risorsa della natura.

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