Funghi e micoterapia, alcune proprietà mediche note già 5000 anni fa

A cura del Dott. Luca Naitana – La maggior parte della gente conosce i funghi medicinali come il Reishi o il Cordyceps, perché molto pubblicizzati ma, oltre questi appena citati, ce ne sono tanti altri.

La micoterapia risale a 7000 – 9000 anni fa.

Già 5000 anni fa i funghi furono considerati per il loro potere terapeutico. Otzi, mummia di 5300 anni fa, ritrovata sulle Alpi del Tirolo nel 1991, portava con sé in una sacca dei funghi essiccati (Piptoporus betulinus) dallo spiccato potere antinfiammatorio e antibiotico. I nativi d’America invece ne apprezzavano le proprietà antiemorragiche. Nell’antico Egitto, circa 4600 anni fa, solo i Faraoni ebbero il privilegio di mangiarli perché considerati “erbe dell’immortalità”. Greci e Romani ne furono molto ghiotti ma non tennero conto delle loro proprietà benefiche, limitandosi così ad apprezzarne esclusivamente le qualità gastronomiche. La Medicina Tradizionale Cinese, da cui ha origine la micoterapia, li ritiene in grado di ripristinare un equilibrio alterato e disarmonico. L’interesse scientifico per i benefici per la salute apportata dai funghi ha seguito il loro uso millenario nella medicina tradizionale.

La ricerca scientifica moderna sui funghi medicinali ha avuto inizio nei primi anni del 1950, dopo una sistematica raccolta di esperienze e conoscenze del loro uso tradizionale. Le prime ricerche si sono maggiormente concentrate sull’uso dei funghi medicinali per combattere il cancro; le ricerche antivirali sono aumentate in modo drammatico negli anni dal 1980 e dall’inizio dell’epidemia dell’AIDS nel 1981. Ovviamente in Oriente la cultura millenaria sui poteri curativi dei funghi ha agevolato gli studi. La ricerca è progredita dai primi esperimenti in vitro (su colture di cellule dell’uomo e degli animali), a quelle in vivo (i test sugli animali), e infine ai trials (studi) clinici sull’uomo. Sono stati trovati molti ingredienti attivi dei funghi medicinali, è stata analizzata la loro composizione chimica e l’attività farmacologica. Dal 2013, i ricercatori di funghi medicinali archiviano e indicizzano i dati su più di 50.000 studi di ricerca, 400 studi clinici e su oltre 15.000 pazienti. Conosciamo oltre 850 specie di funghi con accertate proprietà terapeutiche. Nel 1999, i professori Solomon Wasser, Shu-Ting Chang e Takashi Mizuno hanno fondato l’International Journal of Medicinal Mushrooms, che ha pubblicato la più recente ricerca. Il campo della micologia è molto affascinante e in questo articolo illustrerò alcuni funghi dalle proprietà davvero interessanti.

Agaricus (Agaricus blazei Murril): l’Agaricus è un fungo commestibile originario del Brasile e molto noto in Giappone dove viene ampiamente coltivato per le sue importanti proprietà medicinali. Questo fungo presenta un’alta concentrazione di betaglucani, che svolgono un’importante azione immunomodulante, e di ergosterolo, un potente agente antitumorale e antivirale. I polisaccaridi, riccamente contenuti nel fungo, sono in grado di attivare una potente risposta immunitaria che si esplica a vari livelli. Nello specifico l’Agaricus attiva i linfociti T, i macrofagi, le cellule Natural Killer e stimola la produzione di interferone gamma e di alcune interleuchine che sembra possano bloccare la crescita di alcune cellule tumorali. È stato dimostrato un notevole effetto di potenziamento, da parte del fungo, nella chemio e radioterapia, con un aumento nella risposta alla terapia antitumorale.

Maitake (Grifola frondosa): la Grifola frondosa è un fungo non molto diffuso che cresce nei boschi delle zone settentrionali del Giappone e nelle regioni orientali del Nord America. Molto conosciuto in Giappone con il nome di Maitake, veniva venduto, nell’antichità, ad un costo altissimo per le sue potenti proprietà medicamentose. Tra i suoi componenti principali ricordiamo: minerali (potassio, ferro, magnesio, calcio), aminoacidi, acidi grassi insaturi, vitamine del gruppo B, ergosterolo precursore della vitamina D2, lectine, polisaccaridi tra cui betaglucani. I betaglucani sembrano svolgere una spiccata attività citotossica verso le cellule tumorali, un’inibizione sull’angiogenesi e sulla migrazione delle cellule neoplastiche verso tessuti e organi distanti. L’assunzione di Maitake durante i cicli di chemioterapia, oltre che migliorare gli effetti citotossici, comporta una netta riduzione degli effetti collaterali quali nausea, inappetenza, vomito, caduta dei capelli.

Cordyceps (Cordyceps sinensis): fungo molto raro originario delle montagne himalayane, il Cordyceps è conosciuto sin dall’antichità come il fungo della potenza e della forza secondo la tradizione orientale. La Medicina Tradizionale Cinese lo reputa un importante tonico dei polmoni e dei reni e, quindi, necessario per preservare l’energia vitale e regolare la riproduzione dal momento che proprio i reni sono, dal punto di vista energetico, gli organi principali deputati a tale funzione. Il fungo svolge notevoli attività immunostimolanti, antivirali e toniche trovando un ottimo impiego, pertanto, nelle convalescenze e in tutti i deficit di difese immunitarie. Il Cordyceps, infatti, contiene, tra i suoi principi attivi, la cordicepina, sostanza in grado di frenare la crescita di clostridium, la cui presenza favorisce l’insorgenza di neoplasie. Il fungo svolge azione antiossidante, immunostimolante, epato e neuroprotettiva. Attraverso un aumento nella produzione di DHEA e di testosterone svolge un’importante azione antiaging.

Rheishi (Ganoderma lucidum): fungo originario del Giappone, viene comunemente definito come “fungo fantasma” dal momento che non è facile trovarlo. Contiene vari principi attivi, quali minerali (ferro, zinco, rame, magnesio, potassio, calcio, germanio), vitamine del gruppo B (B1, B2, B6, B9), vitamina C, E, 17 aminoacidi, polisaccaridi e glicoproteine, circa 100 enzimi, steroli precursori ormonali, triterpeni. Già molto noto e usato sin dall’antichità, il fungo era considerato dalla medicina orientale “fungo dell’immortalità”, “erba della potenza” o “fungo dei 10.000 anni” e, a tutt’oggi, è ritenuto una tra le 10 sostanze terapeutiche naturali più efficaci al mondo. Ha proprietà adattogene, toniche, immunostimolanti, antiossidanti, depurative, ricostituenti e antinfiammatorie. Il germanio contenuto nel fungo ha proprietà antiossidanti, stimolanti del sistema immunitario. In Giappone è riconosciuto dal governo come medicamento nel trattamento del cancro allo stomaco.

Shitake (Lentinus edodes): lo Shitake cresce spontaneamente in montagna sui tronchi della querce. È molto noto in Oriente dove, da sempre, viene utilizzato come tonico energetico dei reni e fegato. Il fungo contiene i seguenti principi attivi: minerali (potassio, calcio, magnesio, silicio, zinco) elementi in traccia (ferro, fosforo, zolfo), vitamina C, B2 e B12, aminoacidi essenziali e non, polisaccaridi tra cui il lentinano. Lo Shitake è considerato un importante immunostimolante soprattutto a livello della milza e dei linfonodi. È molto usato nella medicina cinese come un ottimo antivirale e particolarmente efficace nelle allergie, candidosi, dermatiti.

Hericium erinaceus: l’Hericium erinaceus è un fungo ottimo per la salute neurologica, grazie alla sua capacità di rallentare l’invecchiamento del tessuto neuronale, aiuta la memoria e potrebbe essere molto interessante nelle patologie come Sclerosi Multipla e Alzheimer. Si ipotizza che questo fungo promuova la secrezione del fattore di crescita nervoso (NGF), una proteina specializzata nella crescita e mantenimento dei neuroni del sistema nervoso con effetto ansiolitico. Ha azione immunomodulante e calmante sulle mucose delle membrane digestive.

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