Casi clinici comuni: ma esistono i miracoli in Medicina Clinica?

A cura del Dott. Alfonso Lagi – Questo caso ha del paradossale e nelle occasioni in cui l’ho raccontato ad amici, conoscenti e anche colleghi c’è stata all’inizio incredulità o nel migliore dei casi meraviglia. Poi, le cose si sono chiarite.
Un uomo ancora giovane, intorno ai 45 anni, se pure di aspetto vecchieggiante, munito di un pizzetto grigio e con pochi capelli mi venne a consultare per una circostanza che gli era accaduta pochi giorni prima e che ancora lo tormentava. Si percepiva chiaro dalle sue parole e dai suoi gesti un certo imbarazzo, forse una reticenza già all’inizio del suo racconto. Succede e molti dei colleghi ne avranno esperienza, quando l’argomento è insolito e spesso si tratta di sesso.
“Vede dottore, mi succede un fatto strano” furono le sue prime parole “la mattina, poco dopo che mi sono alzato, le mie mani grondano sangue.”
La frase finì all’improvviso, quasi che egli volesse coglierne subito l’effetto, come un attore consumato che avesse dato la battuta in pasto al pubblico che gli stava di fronte.
Lo guardai con aria meravigliata, interrogandolo con lo sguardo e chiedendo implicitamente e silenziosamente una conferma di quanto aveva detto.

Dottore: “Sangue?” – Paziente: “Sangue.” – D: “Quanto?” – P: “Abbastanza.” – D: “Dove?” – P: “Nel lavandino.” – D: “Ma da quanto tempo?” – P: “Da cinque giorni.” – D: “Solo al mattino?” – P: “Solo al mattino”. – D: “Sia più chiaro e mi descriva la cosa con tutti i particolari possibili…. Cominciamo dal suo risveglio … al mattino quando apre gli occhi le sue mani sanguinano?” – P: “No.” – D: “Allora, cosa succede dopo che si è svegliato?” – P: “Vado in bagno, in verità ancora un po’ assonnato e mi lavo la faccia… vede dottore è allora che succede… quando guardo nello specchio del bagno vedo le mie mani insanguinate.” – D: “Nello specchio?” – P: “Sì e poi le guardo.” – D: “E sono sempre insanguinate?” – P: “Certo il sangue mi cola dalle mani e va dentro il lavandino.” – D: “E poi cosa succede?” – P: “Niente … aspetto e il sangue cessa di uscire.” – D: “Cioè smette?” – P: “Sì.” – D: “E allora lei cosa fa?” – P: “Mi asciugo le mani e torno in camera da letto.” – D: “E non sanguina più?” – P: “No, non mi pare però una cosa normale.”
Certamente qualcosa di strano sta accadendo, penso. La mia mente si sta districando fra differenti sindromi, malattie e casi precedenti che coinvolgano la coagulazione del sangue. Il mio sguardo è fisso nel vuoto quando la voce del paziente mi richiama dalle mie riflessioni.
P: “Dottore cosa pensa, mi verranno le stigmate?”
D: “Le stigmate?” – P: “Sì, quelle di Gesù.” – Non risposi di sì ma neppure negai con decisione la cosa perché la mia mente stava continuando a correre. – D: “Mi scusi ma lei la notte come dorme, cioè cosa indossa?” – P: “Il pigiama naturalmente.” – D: “E la mattina quando lei va in bagno indossa il pigiama?” – P: “Certamente.” – D: “E quando si lava il viso lei porta la giacca del pigiama?” – P: “Sicuro e poiché le maniche mi sono un po’ lunghe mi si bagnano facilmente.” – D: “E…. immagino che le maniche siano di colore rosso.” – P: “Si, dottore come fa a saperlo?” fu la ingenua conclusione del così detto paziente.

Tirai un sospiro di sollievo perché vedevo imminente la soluzione del mistero, lui invece ancora non aveva capito. Questione di punti di vista.
“Penso che non abbia nessuna malattia” cominciai con tono rassicurante, accorgendomi che anche sul volto del mio paziente si delineava un’espressione di serenità “solo le consiglio o di accorciare le maniche del pigiama oppure di usarne uno fatto di una stoffa che quando si bagna non stinga.”
Non ci fu neppure bisogno di visitarlo né di prescrivere analisi del sangue per risolvere il caso.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *