Articolo a cura della Dott.ssa Irma Scarafino – In Italia, come in tutti i Paesi industrializzati, la popolazione sta progressivamente invecchiando. Questo cambia il classico approccio al paziente ed alla malattia, poiché la popolazione over 65 presenta patologie croniche che richiedono un percorso mirato non alla guarigione ma al mantenimento di un’adeguata qualità di vita. Tra le cronicità ad impatto crescente ci sono quelle a carico dell’apparato respiratorio, una fra tutte la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO).
La BPCO è una malattia prevenibile e trattabile, con persistenti sintomi respiratori dovuti ad anomalie delle vie aeree causate dall’esposizione a particelle nocive, primo tra tutti il fumo di tabacco, seguito da inquinanti ambientali e lavorativi. L’impatto di questa patologia è in costante crescita e si stima che sia la terza causa di morte nel mondo! La diagnosi precoce è fondamentale e quando si parla di prevenzione il ruolo del Medico di Medicina Generale è centrale. Bisogna sospettare la BPCO in tutti i pazienti con affanno, tosse cronica con catarro e/o storia di esposizione al fumo o altri fattori di rischio. La conoscenza del paziente e l’anamnesi dettagliata sono essenziali ma la diagnosi non può prescindere dalla Spirometria, un test non invasivo, indolore, di facile esecuzione che richiede solo una modesta collaborazione del paziente. Essa permette di valutare rapidamente la funzionalità respiratoria tramite parametri che misurano i volumi polmonari sia in termini di quantità di aria presente, sia in termini di corretto flusso respiratorio. Si esegue collegando, tramite un boccaglio, il paziente allo spirometro ed invitandolo ad eseguire atti respiratori dapprima normali e poi al massimo delle proprie capacità. L’importanza di questo esame in Medicina Generale sta nella possibilità di utilizzarlo come strumento di screening nelle popolazioni a rischio, ovvero i fumatori e quanti presentino fattori di rischio, di modo da intercettare la cronicità respiratoria quanto più precocemente possibile e mettere in atto efficaci strategie di prevenzione (in primis la disassuefazione dal fumo). Fondamentale è il ruolo della Spirometria inoltre nel monitoraggio dei pazienti in terapia con farmaci per la BPCO che possono così essere controllati dal loro Medico di Medicina Generale che valuterà l’efficacia della terapia in corso e potrà tempestivamente modificarla se necessario. Infine irrinunciabile è la Spirometria nella diagnosi e nel follow up dei pazienti con Asma Bronchiale, patologia che incide notevolmente sulla qualità della vita del paziente. L’ambulatorio del Medico di Medicina Generale, opportunamente dotato di competenze e strumenti diagnostici, può quindi diventare in misura sempre maggiore luogo di prevenzione, educazione sanitaria e promozione della salute.

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